La scienza risponde al dubbio che affligge ogni proprietario influenzato: ecco perché la comunicazione dei virus tra specie diverse è più complessa di quanto sembri.
Quando ci svegliamo con mal di gola e naso chiuso, la nostra prima preoccupazione (dopo i fazzoletti) è spesso rivolta al gatto accoccolato ai piedi del letto. La buona notizia è che la stragrande maggioranza dei virus del raffreddore umano non è contagiosa per i gatti. Il raffreddore comune è causato principalmente da Rhinovirus, che sono specie-specifici: ciò significa che hanno bisogno di recettori cellulari umani per replicarsi e non trovano “casa” nell’organismo del felino. Tuttavia, la prudenza non è mai troppa, poiché esistono rari casi di virus influenzali più complessi che possono tentare il salto di specie, sebbene rimangano eccezioni documentate.
Il “Raffreddore del Gatto”: una patologia a sé stante
È importante non confondere i nostri sintomi con la Rinotracheite Virale Felina. Se vedi il tuo gatto starnutire, avere scolo oculare o apparire letargico, è molto probabile che abbia contratto un virus tipicamente felino, come l’Herpesvirus o il Calicivirus. Questi agenti patogeni circolano esclusivamente tra gatti e sono molto resistenti nell’ambiente. Quindi, se entrambi siete raffreddati nello stesso momento, si tratta solitamente di una coincidenza temporale e non di un contagio reciproco. Il tuo gatto ha preso il “suo” raffreddore, e tu il tuo.

Igiene e prevenzione: come comportarsi quando sei malato
Anche se il rischio di contagio diretto è estremamente basso, quando sei ammalato è fondamentale mantenere alcune norme igieniche basilari. I gatti, infatti, possono agire come “vettori passivi”: se starnutisci vicino al suo pelo e poi un altro membro della famiglia lo accarezza, i germi potrebbero diffondersi in casa. Ecco alcune buone pratiche:
- Lavarsi sempre le mani prima di toccare il gatto o di preparare la sua pappa.
- Evitare di condividere lo stesso cuscino o di farsi “baciare” sul viso mentre sei nel picco dell’influenza.
- Mantenere pulite le ciotole e la zona della lettiera, dove il sistema immunitario del gatto potrebbe essere più sollecitato.
Quando rivolgersi al veterinario
Se noti che il tuo gatto smette di mangiare o ha difficoltà a respirare, non dare per scontato che sia un semplice raffreddore passeggero. A differenza degli umani, i gatti dipendono molto dal loro senso dell’olfatto per mangiare: se hanno il naso chiuso, potrebbero rifiutare il cibo, portando a rischi di disidratazione o problemi epatici in tempi brevi. Un controllo veterinario è essenziale se i sintomi persistono per più di 48 ore o se noti una colorazione anomala (giallastra o verdastra) delle secrezioni nasali.